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Solo 33 anni lui, 25 anni lei. Stiamo parlando dei maestri di tango Edwin Espinosa e Alexa Yepes. Entrambi di origine colombiana, nonostante la giovane età sono ballerini professionisti da più di 15 anni e hanno al loro attivo un palmarès di tutto rispetto: primo posto al campionato del mondo milonguero metropolitano di Buenos Aires nel 2013, vice campioni del mondo di tango salon nel 2014, sette volte campioni nazionali in Colombia, finalisti allo scorso campionato del mondo di tango salon a Buenos Aires.

Milonga «Una Emoción» con le selezioni musicali di Pablo Dj

Edwin e Alexa si esibiranno a Lecce durante la milonga «Una Emoción» che BluTango organizza sabato 25 novembre 2017 alle 21.30 presso il Grand Hotel Tiziano, in via Porta d’Europa. Si faranno latori in questo modo di quella ventata di abilità tecnica, eleganza e musicalità che li ha visti calcare le scene di mezzo mondo: dal nord Italia, dove tengono corsi residenziali, passando per Francia, Germania, Norvegia, Olanda, Grecia, Russia, Taiwan, Stati Uniti, Messico e Canada. Il loro show sarà inserito in una serata musicale animata da Paolo Gasparrini, in arte “Pablo Dj”, musicalizador di grande esperienza che adotta il metodo porteño, cioè seleziona i brani sul momento, improvvisando in base a ciò che vede accadere in pista.

Workshop di Edwin e Alexa alla scuola BluTango

Continua, così, l’impegno di BluTango a portare il meglio del tango mondiale in terra salentina, attraverso il coinvolgimento di maestri dalle indubbie capacità artistiche e dall’indiscusso talento. Affinché anche Lecce possa assaporare quelle medesime atmosfere che si respirano in città come Roma o Milano o, meglio ancora, nella stessa capitale universale del tango, Buenos Aires.
E proprio con questo spirito i due ballerini colombiani il giorno successivo alla milonga, domenica 26 novembre, saranno ospiti della scuola BluTango in via Tiepolo 13 a Lecce. A partire dalle 15.30 condurranno un workshop suddiviso in tre lezioni della durata di un’ora e 15 minuti ciascuna secondo il calendario seguente:
15.30 – 16.45 Tecnica maschile e femminile
17.00 – 18.15 Vals e musicalità
18.30 – 19.45 Sequenze complesse in variazione
I costi del workshop sono:
1 Lezione 25 €
2 Lezioni 40 €
3 Lezioni 50 €

Info e prenotazioni (milonga e wokshop): 3408108781 – 3476121302


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Prova 1

Category : Eventi

Non lasciatevi ingannare dallo loro giovane età. Michele Lobefaro ed Emanuela Benagiano, infatti, hanno meno di trent’anni, ma sono già una coppia di ballerini di tango affermata e molto conosciuta. Entrambi di Santeramo in Colle, in provincia di Bari, hanno vinto i campionati italiani 2013 e 2015 nelle categorie tango de pista e tango escenario. Per la loro bravura sono stati scelti anche dalla Confindustria di Bari e Bat come testimonial di uno spot in cui cultura e impresa vengono paragonati all’unione necessaria che deve animare i due danzatori (vedi sotto).

Lobefaro e Benagiano ospiti della milonga «Una Emoción»

Saranno loro gli ospiti d’eccezione della milonga «Una Emoción» che BluTango organizza sabato 21 ottobre 2017 a partire dalle 21.30 presso il Grand Hotel Tiziano di Lecce, in via Porta d’Europa. E sempre loro condurranno lo stage il giorno successivo, domenica 22 alle 15.30 nella sede dell’associazione in via Tiepolo 13 a Lecce. I due giovani maestri inaugureranno così il laboratorio coreografico di introduzione al tango escenario che, con cadenza mensile, BluTango proporrà agli allievi interni ed esterni alla scuola.
Questa tipologia di tango, detta anche “fantasia”, indica una performance in cui la disciplina classica del ballo argentino viene arricchita da movimenti particolarmente scenografici, gesti acrobatici, ampio ricorso ai cosiddetti “fuori asse”, cioè a spostamenti del corpo che enfatizzano l’inarcamento elegante della postura eretta.

Milonga e stage per scoprire le nostre radici

BluTango, con l’organizzazione della milonga mensile «Una Emoción» e con la promozione degli stage periodici di tango escenario insieme ai due giovani talenti pugliesi, vuole contribuire a diffondere una cultura tanguera profonda e accurata, nella quale la danza porteña sia vista all’interno del contesto in cui è nata. Non solo, perciò, come l’occasione per trascorrere un serata come tante in una pista da ballo, quanto piuttosto un modo per scoprire le radici di un mondo al quale anche noi, come italiani, apparteniamo. Perché non dimentichiamo che una percentuale altissima della popolazione argentina proviene dal Belpaese e la musica di Buenos Aires è intrisa del belcanto italiano. Ma di questo parleremo un’altra volta, oppure di presenza sabato alla milonga «Una Emoción» o domenica, prima o dopo lo stage, in via Tiepolo 13 a Lecce.

Info e prenotazioni: 3408108781 – 3476121302


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I maestri Stefano Calogiuri e Daniela Rizzo

Ci attende un nuovo, entusiasmante, anno di tango argentino a Lecce. Sono partiti il 26 settembre 2017, infatti, i corsi di BluTango che accompagneranno gli allievi fino all’estate 2018. Le lezioni, che si tengono tutte le settimane il martedì e il giovedì nel capoluogo salentino in via Tiepolo 13, prevedono due livelli: primi passi/principianti dalle 20.30 alle 21.30; intermedi/avanzati dalle 21.30 alle 22.30.
Il primo è tenuto dai maestri Massimo Perrone e Andrea Ancora. Il secondo livello è affidato a Stefano Calogiuri e Daniela Rizzo, titolari della scuola con una lunga esperienza nella disciplina porteña, perfezionata insieme a insegnanti di fama internazionale.

Lezioni di prova gratuite per i principianti

Per coloro che muovono i primi passi è prevista la possibilità di partecipare a due lezioni di prova gratuite nell’arco della stessa settimana. Possibilità sempre aperta in qualsiasi momento dell’anno, anche se è preferibile inserirsi all’interno della classe entro la fine del 2017, così da evitare rallentamenti nell’apprendimento agli allievi iscritti in precedenza.
Ci si può iscrivere sia in coppia (e in questo caso si gode di uno sconto) sia singolarmente. In quest’ultimo caso saranno i maestri a trovare di volta in volta il partner con cui esercitarsi.
Il percorso formativo di BluTango si caratterizza per l’attenzione con cui ogni ballerino, quando si tratta di un principiante, viene accompagnato alla scoperta dell’affascinante disciplina di Buenos Aires, o nel perfezionamento della stessa, se invece si hanno alle spalle alcuni anni di pratica tanguera.

Non solo corsi, ma anche stage e milonghe

A corredo, poi, delle attività didattiche settimanali, BluTango organizza con cadenza mensile stage con maestri di caratura mondiale e milonghe, cioè serate di tango argentino nelle quali verificare sul campo quanto appreso teoricamente.
I corsi di BluTango, oltre a garantire un metodo di insegnamento che pone nelle condizioni di saper ballare fin dai primi mesi, introducono al galateo proprio del tango, basato su un insieme di educazione e gentilezza da cui anche le relazioni tra persone possono trarre giovamento nella vita di tutti i giorni.
Perché ballare tango argentino aiuta il corpo, sostiene lo spirito e dà una nuova prospettiva ai rapporti fra uomo e donna.
Quindi, che aspetti? Vieni a trovarci il martedì e il giovedì dalle 20.30 in poi oppure chiamaci allo 3408108781.


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Pablo Garcia y Romina Godoy

Category : Eventi

Dopo lo strepitoso successo del loro ultimo evento a Lecce ritornano a grande richiesta i maestri Pablo Garcia e Romina Godoy che terranno degli stages incentrati su tecnica, eleganza, musicalità e sequenze di Tango Salon.
Gli stages saranno a numero chiuso pertanto tutti gli interessati sono pregati di prenotare in anticipo.
Si raccomandano prenotazioni di coppia per tutti gli stages eccetto che per le lezioni di tecnica.

Per tutti i dettagli consultate la nostra pagina Facebook!

Pablo y Romina


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I corsi settimanali sono tenuti dai Maestri Stefano Calogiuri e Daniela Rizzo. I corsi “Primi passi” e “Principianti” si svolgeranno con i Maestri Massimo Perrone ed Andrea Ancora.

Ricordiamo inotre che Blutango organizza mensilmente stages con maestri ed artisti di livello internazionale. Per le ultime novità ed eventi consultate la nostra pagina Facebook ed il gruppo di Blutango Lecce.

 

I corsi

 

PREZZI

Mensile                  € 40

Lezione singola    € 10

Tessera ARCI        € 10

 


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Blutango si trova presso la scuola Oltrecorso Danza in Via Tiepolo 13 a Lecce, tra la via di Merine e la Via di Lizzanello alle spalle dell’ Art Hotel.

Venite a trovarci martedì e giovedì dalle 20.30 in poi !


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Blutango

Category : Senza categoria

Il Circolo ARCI “BluTango” è una delle associazioni storiche del Tango Argentino a Lecce. Costituita ufficialmente il 15 maggio del 2002, Blutango Lecce si propone come un’associazione non profit di promozione sociale, autonoma, pluralista, apartitica, a carattere volontario, democratica e progressista.

In oltre un decennio BluTango oltre che ad organizzare corsi di Tango Argentino, si è impegnata a promuovere la cultura tanguera a Lecce e provincia in tutte le sue molteplici forme e declinazioni come: musica, danza, letteratura, pittura, fotografia e cinema.

Stefano Calogiuri e Daniela Rizzo, i maestri titolari della scuola, coordinano e guidano i corsi. Fra le tante partecipazioni a festival ed eventi, sono stati chiamati recentemente a esibirsi in occasione del prestigioso Locomotive Jazz Festival 2017 che si è tenuto dal 14 luglio al 1° agosto tra Bari, Matera, Lecce e provincia (vedi sotto).

BluTango organizza ogni estate il Festival Internazionale “Salento in Tango” che nel corso delle varie edizioni ha avuto l’onore di ospitare artisti del calibro di Mariano “Chicho” Frumboli e Juana Sepulveda, Rodrigo “Joe” Corbata e Lucila Cionci, Ricky Barrios e Laura Melo e tanti altri.

Sostenuta dall’entusiasmo dei suoi partecipanti BluTango continua a crescere e a diffondere nel Salento solo il meglio del Tango Argentino.

Che aspettate quindi? Se amate il Tango unitevi a noi!


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Il Tango Argentino è una forma d’arte che comprende musica e danza nata a Buenos Aires (Argentina) intorno alla seconda metà dell’800.

Il tango utilizza per le sue esecuzioni uno strumento, forse inventato o forse popolarizzato dal musicista tedesco Heinrich Band, il bandoneón, una sorta di fisarmonica di legno con dei fori la cui apertura o chiusura con i polpastrelli produce le note, e che ha la caratteristica di cambiare la nota a seconda se il mantice viene compresso o invece dilatato. Pur essendo una musica molto sincopata, non utilizza strumenti a percussione ed anche gli altri strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche.

La sua struttura armonica, però, è tipicamente italiana. La metà del peso culturale del tango è originaria dall’Italia. I nomi dei maggiori compositori di musica a partire dai primi anni del Novecento fino all’età d’oro, quella degli anni ’30 e ’40, Aníbal Troilo, Juan D’Arienzo, Carlos Di Sarli ,Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, sono tutti figli d’italiani. Lo stesso compositore e direttore d’orchestra Astor Piazzolla aveva il padre pugliese.

In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires, che in breve passò da 210.000 a 1.200.000 abitanti. I grandi autori di tango (Le Pera, Contursi, Discépolo, Solanas, Troilo, Esposito, Gardel, Filiberto, Razzano, Cobián, Cadícamo ed altri) ne fecero una musica nazionale.

Il 30 settembre 2009 l’UNESCO ha dichiarato il tango Patrimonio Culturale Intangibile dell’Umanità.

 

Brani musicali famosi:

 

  • Balada Para Un Loco (H. Ferrer-Piazzolla)
  • Libertango (Astor Piazzolla)
  • Mi Buenos Aires querido (Gardel-Le Pera)
  • La ultima curda (Cadicamo-Cobian)
  • La canción de Buenos Aires (M.Romero-A.Maizani-O.Cufaro)
  • Malena (Manzi-Demare)
  • Malevaje (Discépolo-Filiberto)
  • Mano a mano (Gardel-Flores-Razzano)
  • Caminito (Filiberto-Coria Peñalosa)
  • Cambalache (Discépolo)
  • Che bandoneón (Troilo-Manzi)
  • Che papusa oi (Cadicamo-Matos Rodrigues)
  • Solo (Solanas)
  • Yira… yira… (Santos-Discepolo)
  • Yuyo verde (Esposito-Delfino-Domingo)
  • Vuelvo al Sur (Piazzolla-Solanas)
  • La Cumparsita (Gerardo Matos Rodriguez)
  • El Choclo (Ángel Villoldo)
  • La yumba (Osvaldo Pugliese)
  • Bahía Blanca (Carlos di Sarli)
  • Jalousie (Jacob Gade)
  • Michelangelo 70 (Astor Piazzolla)
  • Desde el alma (R. Melo)
  • Afiches (Roberto Goyeneche)
  • Por una cabeza (Alfredo Le Pera-Carlos Gardel)
  • Nostalgias (Cobián-Cadícamo)
  • Uno (Mores-Discepolo)
  • A media luz (Lenzi-Donato)
  • Chau, no va más (Expósito-Goyeneche)
  • Maquillaje (Roberto Goyeneche)
  • Naranjo en flor (Homero y Virgilio Exposito)
  • El dia que me quieras (Alfredo Le Pera-Carlos Gardel)
  • Sur (Homero Manzi-Anibal Troilo)
  • Volver (Alfredo Le Pera-Carlos Gardel)
  • Verano Porteno (Astor Piazzolla)
  • Santa Maria (del Buen Ayre) (Gotan Project)
  • Café La Humedad (Cacho Castaña)
  • Tango (Goran Bregovic)
  • Adios Nonino (Astor Piazzolla)

 

Il ballo

Il tango è un pensiero triste che si balla” (così disse Enrique Santos Discépolo), è un ballo basato sull’improvvisazione, caratterizzato da eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il passo in sé, dove per passo s’intende il normale passo di una camminata. Essendo un ballo di improvvisazione, in pista non esiste l’idea di sequenze di passi predefinite, e sta alla fantasia dei ballerini costruire come in un dialogo il proprio ballo.La posizione di ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l’uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell’uomo e la destra della donna.Poche regole semplici dettano i limiti dell’improvvisazione: l’uomo guida, la donna segue.
Fondamentalmente è l’uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi. Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi predefiniti, come la Salida basica.Il tango argentino è caratterizzato da tre ritmi musicali diversi ai quali corrispondono altrettante distinte tipologie di ballo: Il Tango, la Milonga e il Tango Vals (Vals criollo). Musicalmente il Tango ha un tempo di 4/4 o 2/4, come la Milonga. Il Tango Vals che, come tutti i Waltzer, ha un tempo di 3/4, viene ballato su 4 battute.I ballerini di tango praticano differenti stili, facenti capo a grandi interpreti delle sue fasi storiche, o ai quartieri di Buenos Aires o cittadine nella sua vicinanza, dove si sono contraddistinti. Vengono spesso ricordati José Benito Ovidio Bianquet detto “El Cachafaz”, o Carlos Gavito recentemente deceduto e noto per aver introdotto un tipico abbraccio “sbilanciato”, Gustavo Naveira, Fabian Salas e Pablo Veron, a cui si deve gran parte dell’evoluzione del tango moderno. Alcuni stili di ballo sono: Apilado, Milonguero, fantasia, salòn, show, Avellaneda

Alle origini del tango argentino troviamo il canyengue, intorno al 1880. Tipici i movimenti rapidi e corti (arraballero). Soppiantato negli anni ’40. Lo stile milonguero è caratterizzato da un abbraccio stretto e movimenti contenuti e adatti agli spazi ristretti. Uno stile sobrio, semplice e passionale.
Il tango salon, nato nel passato nei salotti dell’aristocrazia, è caratterizzato da abbraccio più largo rispetto al milonguero, maggior rispetto per l’asse, una ricerca per l’eleganza e la spettacolarità del movimento.
Negli show o spettacoli vari sia in teatro che nelle strade i ballerini si esibiscono nello stile detto “Tango show” caratterizzato da figure coreografiche e passi di forte effetto spettacolare, ma meno “sinceri” rispetto al tango argentino tradizionale.

Negli anni ’60 e ’70 si afferma il tango fantasia, che molto si distacca dal tango tradizionale. Negli anni 2000 si è sempre più affermato un genere noto come tango nuevo ballato soprattutto sulle note del tango elettronico. Un movimento vero e proprio si è venuto a creare attorno alla ricerca costante di nuove forme di movimento nel Tango, in Europa e di ritorno nella stessa Argentina.

In Europa si assiste ad una diffusione del Tango capillare, in grande crescita; segno di questo il proliferare delle tanguerie, luoghi del “tango sociale” ma anche la nascita di compagnie che rappresentano il Tango sul palcoscenico in modo nuovo originale.Il luogo dove si balla il tango argentino è chiamato Milonga talvolta Tangueria.


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La danza è sempre stata un movimento costante della vita:infatti, è danza tutto ciò che si libera dal cuore più profondo e sprigiona energia, quando il corpo si muove accennando misteri e procede oltre; è sufficiente anche uno sguardo, un passo leggero per comunicare emozioni, desideri e delicate sfumature dell’anima.

Al tango ci sono arrivata dopo un lungo percorso, dove a balli sfrenati ho alternato la passione di coltivare un’antica danza salentina, ossia la pizzica-pizzica.

Un tempo era un ballo complesso, con regole e ritualità ben definite, che mimava il corteggiamento amoroso: la donna aveva un ruolo preciso; indicava i passi da seguire, suggerendo una direzione antioraria, mentre l’uomo l’accompagnava con gesti più marcati.

Se la cultura contadina precludeva alle donne la libertà di pensiero e di scelta, consentiva, però l’espressione femminile nella danza, più sobria nella forma del corteggiamento, molto frenetica nella forma tarantata. Qui scompare la coppia e domina il malessere oscuro della donna sola: il veleno della tarantola è simbolo di una ferita ricevuta e nello stesso tempo è sollievo, attraverso un ritmo ossessivo ma riparatore.

Ecco come la danza diventa un modo di svelare nuovi significati sul vivere interiore: la donna, per sua natura introspettiva, sa cogliere dentro di sé interrogativi profondi quali: nella vita, come nel ballo, è capace di incontrare l’uomo, alla pari?

Scavando ancora…può accettare con onestà di affidarsi all’uomo, agli altri, senza dover mantenere il controllo su tutto?…sa centrarsi sulla verità, vedendo coraggiosamente come diventa complice di un destino che la inchioda ad essere sempre buona, vittima, accomodante, ma pronta a colpire, al momento opportuno, in maniera subdola e vendicativa?

I miti, le immagini simboliche e letterarie sul femminile ci forniscono, infatti,  molteplici esempi di come noi donne siamo, a volte, principesse fragili, in attesa perenne di essere salvate, oppure calde amanti; a volte, fanciulle prive di gesti o divoratrici insaziabili e oscure. Siamo capaci di accogliere e sentire ma anche di dominare e distruggere: il nostro è un potere che diventa forza se crea armonia nel rapporto con noi stesse e con gli altri, altrimenti tende al possesso e all’avidità.

Porsi tali domande è già un passo in più verso la consapevolezza: sono stimoli potenti per iniziare un cammino esistenziale di trasformazione, come donne che incontrano l’uomo ad un altro livello, di gioia e di scambio fecondo, non di furto o negazione.

La danza è un’ottima occasione di cogliere i segreti di questa arte e incarnarli nella vita, per creare bellezza grazie ad un contatto reale, umano, autentico.

Il tango affascina anche per questo suo universo misterioso che raccoglie tutte le dinamiche di coppia, inevitabilmente intrise di sentimenti, passioni e bisogni.

Quanti timori pervadono chi inizia ad imparare questa danza! “mi metterò troppo in discussione? e se perdo il controllo della situazione? che ne sarà di me?” e via di questo passo, paure che celano insicurezze e ansie da prestazione, e riguardano tutti, indistintamente, uomini e donne.

Grazie al mio lavoro di antropologa sophianalista, ho ravvisato nel tango una forma artistica molto indicata ad esprimere valori, che riguardano  un incontro nuovo tra uomo e donna, oltre alla seduzione, il corteggiamento, la passione.

Nell’antropologia sophianalitica si cerca di conoscere ciò che noi siamo e ciò che possiamo essere, per realizzarlo lungo tutta la vita. Per conseguire questo secondo e importante obiettivo, la strada prescelta è quella di fare della nostra vita un’opera d’arte, individuando in ogni essere umano un potenziale artista di se stesso.

Il tango, in modo particolare, è una splendida occasione per vedere come l’uomo e la donna possono unirsi armoniosamente e diventare coppia.

L’arte applicata alla vita, quindi è un valore  utile per danzare il tango in modo nuovo? Ne sono convinta e affermo, che è un’ottima possibilità di mettersi in gioco, a livello esistenziale, tirando fuori, con tenacia e perseveranza, le proprie paure, gli ideali di perfezione, la volontà inconscia di dominio, ma pure il desiderio e la volontà di esserci, la bellezza di un incontro tutto da scoprire, senza inganni e mistificazioni. Se il tango, per definizione, è una rappresentazione danzata delle dinamiche di coppia, noi donne possiamo imparare a seguire l’uomo, senza perdere la nostra essenza. E’molto faticoso affidarsi, è una lotta continua, spesso non vediamo neppure l’uomo per quello che egli è: lo vogliamo forte, ideale e sicuro ma siamo terrorizzate di perdere il controllo, diventando più rigide del marmo, oppure lo trattiamo come un oggetto, in nome dei nostri bisogni seduttivi.

Ma se la donna non segue, l’uomo non riesce a ballare: verità così semplice ma tanto ardua! L’uomo e la donna sono due opposti e devono fondersi, pur rimanendo se stessi, altrimenti non creano insiemequella magia fatta di intensi attimi.

Il tango esprime sensualità ma è anche simbolo di un popolo che ha saputo unirsi, nei momenti più tragici della sua storia, e creare un’arte, per stemperare il dolore della miseria. Perciò, è una danza capace di comunicare valori preziosi, oltre alla grazia estetica dei movimenti: il mistero che contiene è la ricerca di armonia che attinge nelle profondità dell’anima e si fonde con il corpo, ovvero ciò che noi veramente siamo, la nostra Essenza unita alla Vita.

Allenamento, costanza e disciplina sono necessari, insieme alla decisione di entrare fino in fondo nella nostra verità intera di donne, con luci e ombre.

Non so se il tango è maschilista o femminista, non entro in merito alla questione.

Vi è un livello esistenziale, fra le tante letture, che può aiutare a viverlo come una danza libera, unica che unisce due opposti, centrati sul proprio asse, con equilibrio e misura, mentre danno vita alla bellezza di un incontro.

La vita non è un tango? leggo spesso e mi chiedo.

Sì, la vita e la coppia sono come il tango, ogni volta che incarnano verità esistenziali e diventano esperienza, vissuto, costruzione profonda di un rapporto.

 

 

Giuseppina Murciano

 


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Nel tango argentino, più che negli altri balli, l’uomo “conduce” e la donna segue.

L’uomo ha quindi il controllo della situazione e ciò, per una femminista come me convinta, ahimè, da molto tempo, potrebbe creare conflitti interiori. E all’inizio me ne ha creati, ciò nonostante l’attrazione verso questo ballo è stata più forte: mi ha incuriosito e per non so quale meccanismo psicologico mi sono ritrovata a provare un’intensa eccitazione nel rimanere in completa assenza di volontà.

Forse perché è così rilassante “affidarsi” almeno per la durata di un ballo a qualcuno che conduce e sa quel che vuole. Niente braccio di ferro con l’eterno antagonista, niente lotta per i diritti femminili, niente “il corpo è mio e lo gestisco io”, niente di niente; che non è resa perché la mente è vigile e, sebbene pronta a eseguire, la donna sa prendersi spazi personali.

Forse è la memoria genetica delle donne che mi hanno preceduto, della nonna materna emigrata in Argentina all’inizio del secolo, del suo essere donna coraggiosa e intraprendente accanto al suo uomo che decideva le sorti della sua famiglia, ma che suggellava la sua decisione solo dopo averle chiesto :”Che ne pensi, Catarì?”

E’ questo il tango per me, l’incontro di due persone con ruoli diversi verso un’unica meta: l’uno che decide, dirige, tesse il canovaccio, l’altra che comprende la volontà, permette la direzione, la asseconda, contribuisce con il proprio estro all’esecuzione.

Tutto ciò è possibile se la comunicazione del corpo è chiara e forte: il successo del ballo è proporzionato all’abilità dell’uomo di comunicare con il linguaggio del corpo ciò che vuole e all’abilità della donna di comprenderlo nel sottile gioco della seduzione.

Chi frequenta le milonghe si accorge della varietà dei modi di condurre; Borges sosteneva che il tango è un modo di camminare, voleva dire che è il riflesso della personalità di ciascuno? Penso di sì. A noi donne si offre una varietà di scelta in un continuo che va dalla sfida all’intesa. Ce n’è da soddisfare tutti i gusti.

Il cavaliere ideale per me? Chi invita con galanteria perché non dimentica che la dama è una donna, chi inizia a ballare studiando le abilità e la personalità di chi ha tra le braccia, adeguando il suo approccio. Chi, se la donna “ci sta” (nel senso del ballo, come diceva un amico romano), osa forme e figure in uno splendido fraseggio corporeo. Fraseggio che non è un soliloquio ma un discorso a due ( e si può dire quel che si vuole…), è ovvio che chi ha più idee in testa ha più cose da dire., mai il movimento fine a se stesso: il ballo non è un esercizio ginnico, il ballerino ideale non è quello che sa fare cento figure, ma chi con poche ti comunica qualcosa.

Alla fine di questa intensa “chiacchierata” fatta al ritmo di una musica meravigliosa che suggerisce e impone le frasi da dire, il cavaliere ideale accompagna la donna al tavolo magari, perché no?, con un baciamano e …tutto finisce lì.

 

Maria Rosaria Savoia