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I corsi

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I corsi settimanali sono tenuti dai maestri Stefano Calogiuri e Daniela Rizzo. I corsi “Primi passi” e “Principianti” si svolgeranno insieme agli assistenti Pietro Greco ed Andrea Ancora.

Ricordiamo inotre che Blutango organizza mensilmente stages con maestri ed artisti di livello internazionale. Per le ultime novità ed eventi consultate la nostra pagina Facebook ed il gruppo di Blutango Lecce.

 

I corsi

 

PREZZI

Mensile                  € 40

Lezione singola    € 10

Tessera ARCI        € 10

 


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Dove siamo

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Blutango si trova presso la scuola di danza “Balletto di Lecce” in Via della Cavalleria a Lecce, sulla strada che passa dalla Scuola di Cavalleria e porta a San Cataldo.

Vi aspettiamo!


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Chi siamo

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Il Circolo ARCI “Blutango” è una delle associazioni storiche del Tango Argentino a Lecce. Costituita ufficialmente il 15 maggio del 2002, Blutango Lecce si propone come un’associazione non profit di promozione sociale, autonoma, pluralista, apartitica, a carattere volontario, democratica e progressista.

In oltre un decennio Blutango oltre che ad organizzare corsi di Tango Argentino, si è impegnata a promuovere la cultura tanguera a Lecce e provincia in tutte le sue molteplici forme e declinazioni come: musica, danza, letteratura, pittura, fotografia e cinema.

Blutango organizza ogni estate il Festival Internazionale “Salento in Tango” che nel corso delle varie edizioni ha avuto l’onore di ospitare artisti del calibro di Mariano “Chicho” Frumboli e Juana Sepulveda, Rodrigo “Joe” Corbata e Lucila Cionci, Ricky Barrios e Laura Melo e tanti altri.

Sostenuta dall’entusiasmo dei suoi partecipanti Blutango continua a crescere e a diffondere nel Salento solo il meglio del Tango Argentino.

Che aspettate quindi? Se amate il Tango unitevi a noi!


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Introduzione al Tango Argentino

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Il Tango Argentino è una forma d’arte che comprende musica e danza nata a Buenos Aires (Argentina) intorno alla seconda metà dell’800.

Il tango utilizza per le sue esecuzioni uno strumento, forse inventato o forse popolarizzato dal musicista tedesco Heinrich Band, il bandoneón, una sorta di fisarmonica di legno con dei fori la cui apertura o chiusura con i polpastrelli produce le note, e che ha la caratteristica di cambiare la nota a seconda se il mantice viene compresso o invece dilatato. Pur essendo una musica molto sincopata, non utilizza strumenti a percussione ed anche gli altri strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche.

La sua struttura armonica, però, è tipicamente italiana. La metà del peso culturale del tango è originaria dall’Italia. I nomi dei maggiori compositori di musica a partire dai primi anni del Novecento fino all’età d’oro, quella degli anni ’30 e ’40, Aníbal Troilo, Juan D’Arienzo, Carlos Di Sarli ,Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, sono tutti figli d’italiani. Lo stesso compositore e direttore d’orchestra Astor Piazzolla aveva il padre pugliese.

In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires, che in breve passò da 210.000 a 1.200.000 abitanti. I grandi autori di tango (Le Pera, Contursi, Discépolo, Solanas, Troilo, Esposito, Gardel, Filiberto, Razzano, Cobián, Cadícamo ed altri) ne fecero una musica nazionale.

Il 30 settembre 2009 l’UNESCO ha dichiarato il tango Patrimonio Culturale Intangibile dell’Umanità.

 

Brani musicali famosi:

 

  • Balada Para Un Loco (H. Ferrer-Piazzolla)
  • Libertango (Astor Piazzolla)
  • Mi Buenos Aires querido (Gardel-Le Pera)
  • La ultima curda (Cadicamo-Cobian)
  • La canción de Buenos Aires (M.Romero-A.Maizani-O.Cufaro)
  • Malena (Manzi-Demare)
  • Malevaje (Discépolo-Filiberto)
  • Mano a mano (Gardel-Flores-Razzano)
  • Caminito (Filiberto-Coria Peñalosa)
  • Cambalache (Discépolo)
  • Che bandoneón (Troilo-Manzi)
  • Che papusa oi (Cadicamo-Matos Rodrigues)
  • Solo (Solanas)
  • Yira… yira… (Santos-Discepolo)
  • Yuyo verde (Esposito-Delfino-Domingo)
  • Vuelvo al Sur (Piazzolla-Solanas)
  • La Cumparsita (Gerardo Matos Rodriguez)
  • El Choclo (Ángel Villoldo)
  • La yumba (Osvaldo Pugliese)
  • Bahía Blanca (Carlos di Sarli)
  • Jalousie (Jacob Gade)
  • Michelangelo 70 (Astor Piazzolla)
  • Desde el alma (R. Melo)
  • Afiches (Roberto Goyeneche)
  • Por una cabeza (Alfredo Le Pera-Carlos Gardel)
  • Nostalgias (Cobián-Cadícamo)
  • Uno (Mores-Discepolo)
  • A media luz (Lenzi-Donato)
  • Chau, no va más (Expósito-Goyeneche)
  • Maquillaje (Roberto Goyeneche)
  • Naranjo en flor (Homero y Virgilio Exposito)
  • El dia que me quieras (Alfredo Le Pera-Carlos Gardel)
  • Sur (Homero Manzi-Anibal Troilo)
  • Volver (Alfredo Le Pera-Carlos Gardel)
  • Verano Porteno (Astor Piazzolla)
  • Santa Maria (del Buen Ayre) (Gotan Project)
  • Café La Humedad (Cacho Castaña)
  • Tango (Goran Bregovic)
  • Adios Nonino (Astor Piazzolla)

 

Il ballo

Il tango è un pensiero triste che si balla” (così disse Enrique Santos Discépolo), è un ballo basato sull’improvvisazione, caratterizzato da eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il passo in sé, dove per passo s’intende il normale passo di una camminata. Essendo un ballo di improvvisazione, in pista non esiste l’idea di sequenze di passi predefinite, e sta alla fantasia dei ballerini costruire come in un dialogo il proprio ballo.La posizione di ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l’uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell’uomo e la destra della donna.Poche regole semplici dettano i limiti dell’improvvisazione: l’uomo guida, la donna segue.
Fondamentalmente è l’uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi. Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi predefiniti, come la Salida basica.Il tango argentino è caratterizzato da tre ritmi musicali diversi ai quali corrispondono altrettante distinte tipologie di ballo: Il Tango, la Milonga e il Tango Vals (Vals criollo). Musicalmente il Tango ha un tempo di 4/4 o 2/4, come la Milonga. Il Tango Vals che, come tutti i Waltzer, ha un tempo di 3/4, viene ballato su 4 battute.I ballerini di tango praticano differenti stili, facenti capo a grandi interpreti delle sue fasi storiche, o ai quartieri di Buenos Aires o cittadine nella sua vicinanza, dove si sono contraddistinti. Vengono spesso ricordati José Benito Ovidio Bianquet detto “El Cachafaz”, o Carlos Gavito recentemente deceduto e noto per aver introdotto un tipico abbraccio “sbilanciato”, Gustavo Naveira, Fabian Salas e Pablo Veron, a cui si deve gran parte dell’evoluzione del tango moderno. Alcuni stili di ballo sono: Apilado, Milonguero, fantasia, salòn, show, Avellaneda

Alle origini del tango argentino troviamo il canyengue, intorno al 1880. Tipici i movimenti rapidi e corti (arraballero). Soppiantato negli anni ’40. Lo stile milonguero è caratterizzato da un abbraccio stretto e movimenti contenuti e adatti agli spazi ristretti. Uno stile sobrio, semplice e passionale.
Il tango salon, nato nel passato nei salotti dell’aristocrazia, è caratterizzato da abbraccio più largo rispetto al milonguero, maggior rispetto per l’asse, una ricerca per l’eleganza e la spettacolarità del movimento.
Negli show o spettacoli vari sia in teatro che nelle strade i ballerini si esibiscono nello stile detto “Tango show” caratterizzato da figure coreografiche e passi di forte effetto spettacolare, ma meno “sinceri” rispetto al tango argentino tradizionale.

Negli anni ’60 e ’70 si afferma il tango fantasia, che molto si distacca dal tango tradizionale. Negli anni 2000 si è sempre più affermato un genere noto come tango nuevo ballato soprattutto sulle note del tango elettronico. Un movimento vero e proprio si è venuto a creare attorno alla ricerca costante di nuove forme di movimento nel Tango, in Europa e di ritorno nella stessa Argentina.

In Europa si assiste ad una diffusione del Tango capillare, in grande crescita; segno di questo il proliferare delle tanguerie, luoghi del “tango sociale” ma anche la nascita di compagnie che rappresentano il Tango sul palcoscenico in modo nuovo originale.Il luogo dove si balla il tango argentino è chiamato Milonga talvolta Tangueria.


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La donna e la danza

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La danza è sempre stata un movimento costante della vita:infatti, è danza tutto ciò che si libera dal cuore più profondo e sprigiona energia, quando il corpo si muove accennando misteri e procede oltre; è sufficiente anche uno sguardo, un passo leggero per comunicare emozioni, desideri e delicate sfumature dell’anima.

Al tango ci sono arrivata dopo un lungo percorso, dove a balli sfrenati ho alternato la passione di coltivare un’antica danza salentina, ossia la pizzica-pizzica.

Un tempo era un ballo complesso, con regole e ritualità ben definite, che mimava il corteggiamento amoroso: la donna aveva un ruolo preciso; indicava i passi da seguire, suggerendo una direzione antioraria, mentre l’uomo l’accompagnava con gesti più marcati.

Se la cultura contadina precludeva alle donne la libertà di pensiero e di scelta, consentiva, però l’espressione femminile nella danza, più sobria nella forma del corteggiamento, molto frenetica nella forma tarantata. Qui scompare la coppia e domina il malessere oscuro della donna sola: il veleno della tarantola è simbolo di una ferita ricevuta e nello stesso tempo è sollievo, attraverso un ritmo ossessivo ma riparatore.

Ecco come la danza diventa un modo di svelare nuovi significati sul vivere interiore: la donna, per sua natura introspettiva, sa cogliere dentro di sé interrogativi profondi quali: nella vita, come nel ballo, è capace di incontrare l’uomo, alla pari?

Scavando ancora…può accettare con onestà di affidarsi all’uomo, agli altri, senza dover mantenere il controllo su tutto?…sa centrarsi sulla verità, vedendo coraggiosamente come diventa complice di un destino che la inchioda ad essere sempre buona, vittima, accomodante, ma pronta a colpire, al momento opportuno, in maniera subdola e vendicativa?

I miti, le immagini simboliche e letterarie sul femminile ci forniscono, infatti,  molteplici esempi di come noi donne siamo, a volte, principesse fragili, in attesa perenne di essere salvate, oppure calde amanti; a volte, fanciulle prive di gesti o divoratrici insaziabili e oscure. Siamo capaci di accogliere e sentire ma anche di dominare e distruggere: il nostro è un potere che diventa forza se crea armonia nel rapporto con noi stesse e con gli altri, altrimenti tende al possesso e all’avidità.

Porsi tali domande è già un passo in più verso la consapevolezza: sono stimoli potenti per iniziare un cammino esistenziale di trasformazione, come donne che incontrano l’uomo ad un altro livello, di gioia e di scambio fecondo, non di furto o negazione.

La danza è un’ottima occasione di cogliere i segreti di questa arte e incarnarli nella vita, per creare bellezza grazie ad un contatto reale, umano, autentico.

Il tango affascina anche per questo suo universo misterioso che raccoglie tutte le dinamiche di coppia, inevitabilmente intrise di sentimenti, passioni e bisogni.

Quanti timori pervadono chi inizia ad imparare questa danza! “mi metterò troppo in discussione? e se perdo il controllo della situazione? che ne sarà di me?” e via di questo passo, paure che celano insicurezze e ansie da prestazione, e riguardano tutti, indistintamente, uomini e donne.

Grazie al mio lavoro di antropologa sophianalista, ho ravvisato nel tango una forma artistica molto indicata ad esprimere valori, che riguardano  un incontro nuovo tra uomo e donna, oltre alla seduzione, il corteggiamento, la passione.

Nell’antropologia sophianalitica si cerca di conoscere ciò che noi siamo e ciò che possiamo essere, per realizzarlo lungo tutta la vita. Per conseguire questo secondo e importante obiettivo, la strada prescelta è quella di fare della nostra vita un’opera d’arte, individuando in ogni essere umano un potenziale artista di se stesso.

Il tango, in modo particolare, è una splendida occasione per vedere come l’uomo e la donna possono unirsi armoniosamente e diventare coppia.

L’arte applicata alla vita, quindi è un valore  utile per danzare il tango in modo nuovo? Ne sono convinta e affermo, che è un’ottima possibilità di mettersi in gioco, a livello esistenziale, tirando fuori, con tenacia e perseveranza, le proprie paure, gli ideali di perfezione, la volontà inconscia di dominio, ma pure il desiderio e la volontà di esserci, la bellezza di un incontro tutto da scoprire, senza inganni e mistificazioni. Se il tango, per definizione, è una rappresentazione danzata delle dinamiche di coppia, noi donne possiamo imparare a seguire l’uomo, senza perdere la nostra essenza. E’molto faticoso affidarsi, è una lotta continua, spesso non vediamo neppure l’uomo per quello che egli è: lo vogliamo forte, ideale e sicuro ma siamo terrorizzate di perdere il controllo, diventando più rigide del marmo, oppure lo trattiamo come un oggetto, in nome dei nostri bisogni seduttivi.

Ma se la donna non segue, l’uomo non riesce a ballare: verità così semplice ma tanto ardua! L’uomo e la donna sono due opposti e devono fondersi, pur rimanendo se stessi, altrimenti non creano insiemequella magia fatta di intensi attimi.

Il tango esprime sensualità ma è anche simbolo di un popolo che ha saputo unirsi, nei momenti più tragici della sua storia, e creare un’arte, per stemperare il dolore della miseria. Perciò, è una danza capace di comunicare valori preziosi, oltre alla grazia estetica dei movimenti: il mistero che contiene è la ricerca di armonia che attinge nelle profondità dell’anima e si fonde con il corpo, ovvero ciò che noi veramente siamo, la nostra Essenza unita alla Vita.

Allenamento, costanza e disciplina sono necessari, insieme alla decisione di entrare fino in fondo nella nostra verità intera di donne, con luci e ombre.

Non so se il tango è maschilista o femminista, non entro in merito alla questione.

Vi è un livello esistenziale, fra le tante letture, che può aiutare a viverlo come una danza libera, unica che unisce due opposti, centrati sul proprio asse, con equilibrio e misura, mentre danno vita alla bellezza di un incontro.

La vita non è un tango? leggo spesso e mi chiedo.

Sì, la vita e la coppia sono come il tango, ogni volta che incarnano verità esistenziali e diventano esperienza, vissuto, costruzione profonda di un

 

 

Giuseppina Murciano

 


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Tango Argentino: un gioco di ruoli

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Nel tango argentino, più che negli altri balli, l’uomo “conduce” e la donna segue.

L’uomo ha quindi il controllo della situazione e ciò, per una femminista come me convinta, ahimè, da molto tempo, potrebbe creare conflitti interiori. E all’inizio me ne ha creati, ciò nonostante l’attrazione verso questo ballo è stata più forte: mi ha incuriosito e per non so quale meccanismo psicologico mi sono ritrovata a provare un’intensa eccitazione nel rimanere in completa assenza di volontà.

Forse perché è così rilassante “affidarsi” almeno per la durata di un ballo a qualcuno che conduce e sa quel che vuole. Niente braccio di ferro con l’eterno antagonista, niente lotta per i diritti femminili, niente “il corpo è mio e lo gestisco io”, niente di niente; che non è resa perché la mente è vigile e, sebbene pronta a eseguire, la donna sa prendersi spazi personali.

Forse è la memoria genetica delle donne che mi hanno preceduto, della nonna materna emigrata in Argentina all’inizio del secolo, del suo essere donna coraggiosa e intraprendente accanto al suo uomo che decideva le sorti della sua famiglia, ma che suggellava la sua decisione solo dopo averle chiesto :”Che ne pensi, Catarì?”

E’ questo il tango per me, l’incontro di due persone con ruoli diversi verso un’unica meta: l’uno che decide, dirige, tesse il canovaccio, l’altra che comprende la volontà, permette la direzione, la asseconda, contribuisce con il proprio estro all’esecuzione.

Tutto ciò è possibile se la comunicazione del corpo è chiara e forte: il successo del ballo è proporzionato all’abilità dell’uomo di comunicare con il linguaggio del corpo ciò che vuole e all’abilità della donna di comprenderlo nel sottile gioco della seduzione.

Chi frequenta le milonghe si accorge della varietà dei modi di condurre; Borges sosteneva che il tango è un modo di camminare, voleva dire che è il riflesso della personalità di ciascuno? Penso di sì. A noi donne si offre una varietà di scelta in un continuo che va dalla sfida all’intesa. Ce n’è da soddisfare tutti i gusti.

Il cavaliere ideale per me? Chi invita con galanteria perché non dimentica che la dama è una donna, chi inizia a ballare studiando le abilità e la personalità di chi ha tra le braccia, adeguando il suo approccio. Chi, se la donna “ci sta” (nel senso del ballo, come diceva un amico romano), osa forme e figure in uno splendido fraseggio corporeo. Fraseggio che non è un soliloquio ma un discorso a due ( e si può dire quel che si vuole…), è ovvio che chi ha più idee in testa ha più cose da dire., mai il movimento fine a se stesso: il ballo non è un esercizio ginnico, il ballerino ideale non è quello che sa fare cento figure, ma chi con poche ti comunica qualcosa.

Alla fine di questa intensa “chiacchierata” fatta al ritmo di una musica meravigliosa che suggerisce e impone le frasi da dire, il cavaliere ideale accompagna la donna al tavolo magari, perché no?, con un baciamano e …tutto finisce lì.

 

Maria Rosaria Savoia


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Il Tango Argentino come psicoterapia

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Mi chiedo come mai oggi ci si possa ancora innamorare del tango. Che cosa spinge un individuo, figlio di questa società tecnologica, travolto dal moderno ritmo frenetico, sollecitato da molteplici stimoli mediatici, oggetto-soggetto di una spaventosa industria del divertimento, ad accostarsi al tango argentino?
Come può riuscire questo salto all’indietro, in un altro tempo e in un altro luogo?
Come possono coesistere nello stesso individuo l’animo ironico, spesso cinico, dell’uomo moderno e l’animo passionale e romantico di un tanguero?
Non ci riferiamo a chi balla il tango perché è diventato un ballo alla moda, per costoro, passata la moda finisce l’entusiasmo, che percorrerà altri binari, quasi sempre morti.
Parliamo invece di coloro che per qualche ora, smesso il proprio lavoro, abbandonate le consuete amicizie, dimenticati i pur piacevoli passatempi, si spogliano della propria quotidianità e entrano nella schiera degli “adepti ”. E’ come cambiar pelle, approccio alla vita, è passione per questo mito, per quello che vuol dire tango, per quello che ti permette.
In fondo il tango pizzica le corde dell’uomo, quelle dell’emozione e del sentimento; ci lascia provare senza vergogna (perché circoscritto nel tempo) il piacere di lasciarsi andare alla nostalgia, tema principe, per un amore perduto:

Si supieras,que aùn dentro de mi alma
Conservo aquel carino
Que tuve para ti…
Quién sabe si supieras
Que nunca te he olvidado,
volviendo a tu pasado
te acordaràs de mi…
(La cumparsita)

o per un luogo:

Mi Buenos Aires querido
Cuando yo te vuelva a ver,
no habrà màs penas ni olvido.
(Mi Buenos Aires querido).

Oppure sentiamo il tormento di un amore non raggiunto:

Volver,
con la frente marchita,
las nieves del tiempo
platearon mi sien.

Vivir,
con el alma aferada
a un dulce recuerdo,
que lloro otra vez.
(Volver)

o ricco di speranza:

El dia que me quieras
La rosa que engalana
Se vestirà de fiesta
Con su mejor color,y al viento las campanas
Diràn que ya eres mià
Y locas, las fontanas
Se contaràn tu amor.

(El dia que me queras)

Musica struggente, parole semplici, ingenue quasi, che fanno certamente sorridere chi rimane fuori da questa atmosfera tanguera, ma che incanta chi invece si lascia andare, chi vive veramente le emozioni e i sentimenti che stanno dietro ad esse, in una specie di catarsi che fa tanto bene allo spirito.
Tango argentino come psicoterapia? Perché no? Se ci libera dalla corazza che ci stritola in una morsa di angosce e di ansie.
Per la durata di tre minuti noi soffriamo come se fosse nostro il dolore di chi canta, vibriamo per l’ intensità di un amore come se fosse nostro, minacciamo sangue come se fosse nostra l’ira che ascoltiamo, in un processo di identificazione voluto e consapevole.
Salvo poi ritornare al nostro tempo e alla nostra vita forse un po’ più rilassati e disponibili. 

Marirò

Maria Rosaria Savoia