La donna e la danza

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La donna e la danza

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La danza è sempre stata un movimento costante della vita:infatti, è danza tutto ciò che si libera dal cuore più profondo e sprigiona energia, quando il corpo si muove accennando misteri e procede oltre; è sufficiente anche uno sguardo, un passo leggero per comunicare emozioni, desideri e delicate sfumature dell’anima.

Al tango ci sono arrivata dopo un lungo percorso, dove a balli sfrenati ho alternato la passione di coltivare un’antica danza salentina, ossia la pizzica-pizzica.

Un tempo era un ballo complesso, con regole e ritualità ben definite, che mimava il corteggiamento amoroso: la donna aveva un ruolo preciso; indicava i passi da seguire, suggerendo una direzione antioraria, mentre l’uomo l’accompagnava con gesti più marcati.

Se la cultura contadina precludeva alle donne la libertà di pensiero e di scelta, consentiva, però l’espressione femminile nella danza, più sobria nella forma del corteggiamento, molto frenetica nella forma tarantata. Qui scompare la coppia e domina il malessere oscuro della donna sola: il veleno della tarantola è simbolo di una ferita ricevuta e nello stesso tempo è sollievo, attraverso un ritmo ossessivo ma riparatore.

Ecco come la danza diventa un modo di svelare nuovi significati sul vivere interiore: la donna, per sua natura introspettiva, sa cogliere dentro di sé interrogativi profondi quali: nella vita, come nel ballo, è capace di incontrare l’uomo, alla pari?

Scavando ancora…può accettare con onestà di affidarsi all’uomo, agli altri, senza dover mantenere il controllo su tutto?…sa centrarsi sulla verità, vedendo coraggiosamente come diventa complice di un destino che la inchioda ad essere sempre buona, vittima, accomodante, ma pronta a colpire, al momento opportuno, in maniera subdola e vendicativa?

I miti, le immagini simboliche e letterarie sul femminile ci forniscono, infatti,  molteplici esempi di come noi donne siamo, a volte, principesse fragili, in attesa perenne di essere salvate, oppure calde amanti; a volte, fanciulle prive di gesti o divoratrici insaziabili e oscure. Siamo capaci di accogliere e sentire ma anche di dominare e distruggere: il nostro è un potere che diventa forza se crea armonia nel rapporto con noi stesse e con gli altri, altrimenti tende al possesso e all’avidità.

Porsi tali domande è già un passo in più verso la consapevolezza: sono stimoli potenti per iniziare un cammino esistenziale di trasformazione, come donne che incontrano l’uomo ad un altro livello, di gioia e di scambio fecondo, non di furto o negazione.

La danza è un’ottima occasione di cogliere i segreti di questa arte e incarnarli nella vita, per creare bellezza grazie ad un contatto reale, umano, autentico.

Il tango affascina anche per questo suo universo misterioso che raccoglie tutte le dinamiche di coppia, inevitabilmente intrise di sentimenti, passioni e bisogni.

Quanti timori pervadono chi inizia ad imparare questa danza! “mi metterò troppo in discussione? e se perdo il controllo della situazione? che ne sarà di me?” e via di questo passo, paure che celano insicurezze e ansie da prestazione, e riguardano tutti, indistintamente, uomini e donne.

Grazie al mio lavoro di antropologa sophianalista, ho ravvisato nel tango una forma artistica molto indicata ad esprimere valori, che riguardano  un incontro nuovo tra uomo e donna, oltre alla seduzione, il corteggiamento, la passione.

Nell’antropologia sophianalitica si cerca di conoscere ciò che noi siamo e ciò che possiamo essere, per realizzarlo lungo tutta la vita. Per conseguire questo secondo e importante obiettivo, la strada prescelta è quella di fare della nostra vita un’opera d’arte, individuando in ogni essere umano un potenziale artista di se stesso.

Il tango, in modo particolare, è una splendida occasione per vedere come l’uomo e la donna possono unirsi armoniosamente e diventare coppia.

L’arte applicata alla vita, quindi è un valore  utile per danzare il tango in modo nuovo? Ne sono convinta e affermo, che è un’ottima possibilità di mettersi in gioco, a livello esistenziale, tirando fuori, con tenacia e perseveranza, le proprie paure, gli ideali di perfezione, la volontà inconscia di dominio, ma pure il desiderio e la volontà di esserci, la bellezza di un incontro tutto da scoprire, senza inganni e mistificazioni. Se il tango, per definizione, è una rappresentazione danzata delle dinamiche di coppia, noi donne possiamo imparare a seguire l’uomo, senza perdere la nostra essenza. E’molto faticoso affidarsi, è una lotta continua, spesso non vediamo neppure l’uomo per quello che egli è: lo vogliamo forte, ideale e sicuro ma siamo terrorizzate di perdere il controllo, diventando più rigide del marmo, oppure lo trattiamo come un oggetto, in nome dei nostri bisogni seduttivi.

Ma se la donna non segue, l’uomo non riesce a ballare: verità così semplice ma tanto ardua! L’uomo e la donna sono due opposti e devono fondersi, pur rimanendo se stessi, altrimenti non creano insiemequella magia fatta di intensi attimi.

Il tango esprime sensualità ma è anche simbolo di un popolo che ha saputo unirsi, nei momenti più tragici della sua storia, e creare un’arte, per stemperare il dolore della miseria. Perciò, è una danza capace di comunicare valori preziosi, oltre alla grazia estetica dei movimenti: il mistero che contiene è la ricerca di armonia che attinge nelle profondità dell’anima e si fonde con il corpo, ovvero ciò che noi veramente siamo, la nostra Essenza unita alla Vita.

Allenamento, costanza e disciplina sono necessari, insieme alla decisione di entrare fino in fondo nella nostra verità intera di donne, con luci e ombre.

Non so se il tango è maschilista o femminista, non entro in merito alla questione.

Vi è un livello esistenziale, fra le tante letture, che può aiutare a viverlo come una danza libera, unica che unisce due opposti, centrati sul proprio asse, con equilibrio e misura, mentre danno vita alla bellezza di un incontro.

La vita non è un tango? leggo spesso e mi chiedo.

Sì, la vita e la coppia sono come il tango, ogni volta che incarnano verità esistenziali e diventano esperienza, vissuto, costruzione profonda di un

 

 

Giuseppina Murciano

 


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